Eva Reguzzoni, la pasta madre… e la dea fornace

04 Apr Eva Reguzzoni, la pasta madre… e la dea fornace

NASCO IN UNA CUCINA MA… NON CUCINO QUASI MAI… RICERCO IL CIBO… MANGIO e RACCONTO IL CIBO… IMMAGINO SULLA CARTA IL CIBO… E INVENTO I RICETTARI D’ARTE… L’ARTISTA CHE CUCINA PER ME… LA PRIMA PERFORMANCE FOOD ART BLOG.
©Andrej Mussa

Al confine con il Piemonte, precisamente a Sesto Calende, incontro l’artista Eva Reguzzoni nella sua casa/studio adiacente a un giardino naturale, confina con un orto che lei stessa cura al ritmo delle stagioni. “Voglio coltivare un giardino di espressioni grafiche…” mi sussurra nella sua cucina.
Tra veline impresse, e mani impresse nella pasta Madre… l’artista mi regala bianche metafore personali, impresse interiormente tra viscere inquietanti e un improvviso battito d’ali di farfalla.

Ecco che… Eva si schiude e si racconta
Che cosa mangiassero i Romani antichi è documentato dai reperti carbonizzati di cibo, dagli affreschi sui muri delle case e delle botteghe di Pompei.
Fondamentalmente la cucina pompeiana era ricca di fibre, proteine vegetali e di minerali; il pane era senza dubbio un alimento base della dieta insieme alle verdure ed alla frutta, il cui notevole uso conferma l’appellativo dato da Plauto ai pompeiani di ‘mangiatori di erbe’. Un primo manifesto vegetariano di età augustea è contenuto nelle ‘Metamorfosi’ del poeta Ovidio, dove si legge che era un delitto appesantire la propria tavola della carne degli animali, quando un orto produceva tutti i frutti esistenti.

Numerosi affreschi testimoniano la vendita di pani; il panificio di Modesto, o Casa del Forno, era il più grande della città ed il panificio di Soterico aveva anche un locale a parte dedicato all’impastatura. A Pompei doveva esserci una produzione di pani di qualità, visto che il loro consumo era raccomandato perfino sui muri cittadini. Esistevano anche numerosi tipi e formati di pane, a seconda degli usi, impasti e metodi di cottura diversi. Molto popolari erano anche le focacce, simili a quelle che mangiamo ancora oggi, condite con olio e rosmarino o con olio e olive.
Plasmare la propria interiorità
“Un materiale refrattario è il materiale capace di resistere per lunghi periodi ad elevate temperature senza reagire chimicamente con gli altri materiali con i quali si trova in contatto.”

L’arte di Eva Reguzzoni è refrattaria e cuoce nel tempo… ha un profondo rapporto con la terra; espressioni grafiche affiorano dalle sue profondità sentimentali, come solchi in un campo appena arato. Questa è la sensazione che provo dinanzi ai grandi fogli bianchi che l’artista mi espone… dalle sue mani si aprono ferite viscerali. Carte velate_tracciate_incise da forme organiche e carnali, tra l’anatomico e il vegetale, il suo gesto artistico è un atto del pensiero che consiste nell’osservazione diretta ed analisi della propria interiorità rappresentata da sentimenti, desideri, prodotti del pensiero stesso.
Quei sentimenti sospesi… ferite bianche e nere. L’artista è sospesa nel tempo. Attese spazio\temporali accompagnano il mio occhio… Ritorna in te stessa: nella tua interiorità abita la verità, e se tu, Eva… troverai la tua natura mutabile, trascenderai anche te stessa.
Il rapporto con il fuoco è profondo e storico
Eva prepara il pane… LA COTTURA AL FORNO.

Gli antichi romani vi dedicavano una vera e propria festa, chiamata Fornacalia. Della durata di nove giorni in febbraio, la festa celebrava la dea Fornace…protettrice dei forni per la cottura del pane, allora costruiti in pietra. Il forno è simbolo di “casa” è l’evoluzione del focolare. Eva Reguzzoni è un artista che cuoce… una madre che cuoce… A cielo aperto, nel suo orto ha realizzato un forno naturale. LA BUCA… La utilizza per cuocere le sue ceramiche, cocci domestici… Alimenta questo fuoco con la legna dei suoi alberi piantati nell’orto, spesso, detriti vegetali vengono accatastati dalla mamma dell’artista formando delle vere e proprie installazioni a cielo aperto.

L’effetto di queste cotture e’ strabiliante; l’artista trasforma la materia plasmabile in elementi solidi che cambiano colore, le superfici delle ceramiche con l’effetto della combustione cuociono in ossidazione e riduzione conferendo di conseguenza il colore tipico della terra cotta rossa e nera. L’artista, passa dal bianco e nero delle sue velate viscere… al rosso e nero del fuoco interiore, mi offre così uno splendido affresco domestico patrizio_romano… E’ proprio la sua pasta (lievito) madre, che mi presenta con orgoglio e tenerezza in tarda mattinata a conquistarmi. Successivamente impastata e trasformata in un fantastico pane, poi focaccia calda…