Chi sono… un naïf postmoderno

Mi piace che mi si definisca come un situazionista interdisciplinare di tendenze domestiche. “Artista” e “Arte” non vuole dire nulla, nasce dal moralismo perbenista di una società capace solo di consolarsi collezionando e catalogando cronologicamente i propri gusti e vizi.

C’è sempre una memoria depositata sulle cose… all’interno di una casa o fra i muri e gli edifici di una città.

Non alludo, non ammicco, non cerco la complicità di chi guarda. Lascio solo l’osservatore, solo con i suoi gusti e tic cerebrali.

La superficie: una cartografia imprecisa. La percezione minimale di un luogo non catalogabile o descritto.

Cut-Up di ricordi e tendenze contaminano i miei lavori domestici.

 

Andrej Mussa,
si diploma negli anni ’90 come operatore moda e decoratore tessile presso la storica “Fondazione Castellini Arti e Mestieri” di Como.
Successivamente i suoi progetti creativi sono da collocare all’interno della Fondazione Antonio Ratti (Como).
Negli stessi anni collabora con diverse case di moda, tra cui Givenchy e Fornasetti. Ricercatore di antiche mercerie sperimenta come vetrinista nuove forme creative.
Nell’editoria collabora con riviste e magazine online di tendenza (Small Zine – Lobodilattice – Ignorarte) introducendo un linguaggio editoriale Cut-up strutturato sui ricordi e le tendenze domestiche (Food – Design – Pittura).
Diverse le Gallerie d’arte con cui ha collaborato, ricordiamo: Placentia Arte Contemporanea, Velan Centro per l’Arte Contemporanea, Galleria Ponte Rosso, Barbara Frigerio Contemporary Art, Romberg Arte Contemporanea, Galleri Klevjer.